Tutto è estremo in questa terra, ancora in gran parte irraggiungibile dall’uomo. La ricopre il più vasto ghiacciaio del mondo, spesso 3000 metri e lungo 3000 km, la distanza che separa Copenaghen da Tunisi.

La Groenlandia ha una superficie grande sette volte l’Italia, ma con solo 56 mila abitanti.
Con una densità di 0,03 abitanti per chilometro, è anche la terra meno popolata del Pianeta.

Le strade si limitano a 150 km. Per il resto ci si deve affidare alle barche e alle slitte trainate dagli husky.
I grandi iceberg che si staccano dai suoi ghiacciai, le montagne imponenti, gli orsi, le foche, i trichechi e le balene fanno della Groenlandia il paradiso della wilderness.

La Groenlandia dista 3.600 chilometri
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Nuuk

Una terra verde
coperta di ghiaccio

Quando vi approdò intorno al 985, Erik il Rosso trovò una terra verdissima.
Ecco perché la battezzò Grønland, letteralmente «Terra verde». Ritornò dopo tre anni, ma solo 14 delle 25 navi raggiunsero la meta. Nella sua massima fioritura l’insediamento vichingo in Groenlandia contava 2500 persone. Ma già nel Trecento la colonia non esisteva più.
Il mistero grava sulle ragioni per cui i vichinghi se ne andarono. Una nuova ondata migratoria degli inuit, i popoli asiatici, che avevano valicato lo stretto di Bering, colonizzando le zone artiche del Nord–America? O il peggioramento del clima, in seguito all’avvio della piccola età glaciale?

Eschimesi o inuit?

È uno strano destino quello dei popoli del Grande Nord. La squalifica delle loro civiltà, osservate con lo sguardo di superiorità degli Europei, è cominciata fino dal nome. Ecco perché una parte della laboriosa rivendicazione dei diritti di queste comunità perdute in capo al mondo è passata attraverso le parole che li designavano.
Lapponi erano chiamati i popoli del nord scandinavo, che letteralmente significa «straccioni». Per questo essi pretendono oggi che per designarli venga impiegato il nome sami.
Qualcosa di analogo è successo agli eschimesi, insediati nel nord del Canada, dell’Alaska e della Groenlandia.
La parola appioppata dai popoli confinanti significa infatti «mangiatori di carne cruda», anche se l’etimologia resta incerta. Condannava gli usi di popolazioni così arretrate che, nel discrimine tra il crudo e il cotto, continuavano a scegliere la più primitiva dieta cruda. Si è poi scoperto che la carne cruda costituiva invece un prezioso nutrimento in assenza di verdure.
Sta di fatto che le comunità dei ghiacci oggi preferiscono il termine inuit, che nella lingua inuktitut da essi parlata significa semplicemente «uomini».

4 milioni di km³ di ghiaccio

L’Inlandsis

Dai carotaggi eseguiti, si è scoperto che il ghiaccio dell’Inlandsis, che copre oltre l’80% della Groenlandia, è spesso fino a tremila metri.
Là sotto è racchiusa la storia di tutto quanto è successo sulla Terra negli ultimi 500 mila anni.

Con il suo poderoso peso l’Inlandsis ha schiacciato la superficie sottostante della Terra, che è finita sotto il livello del mare.
Se quei quattro milioni di chilometri cubici di ghiaccio dovessero liquefarsi, ogni abitante della terra avrebbe a disposizione un miliardo di litri d’acqua e il mare si alzerebbe rovinosamente di sei metri, sommergendo alcune delle grandi città del mondo.

La costa est della Groenlandia: il Tunu

Tunu vuol dire il «didietro» e indica la costa est, la più selvaggia della Groenlandia.
Il destino di questa terra remota non è sostanzialmente mutato nel corso dell’ultimo secolo. Ancora oggi lungo questa costa, che si sviluppa per 2700 chilometri, andandosi a infilare nella banchisa polare, vivono solo 3 mila delle 56 mila persone residenti in Groenlandia.

Tasiilaq e i villaggi circostanti, dove abitano poco più di duemila persone, per gran parte dell’anno sono raggiungibili solo in elicottero e con il bel tempo. Le altre cinque-seicento sono raggruppate nel villaggio di Ittoqqortoormiit, trecentocinquanta chilometri a nord.
Il comune è un luogo di primati: ha la stessa estensione della Gran Bretagna, sorge nei pressi del più profondo fiordo esistente e il suo territorio è tutelato dal più vasto parco nazionale del mondo. Ma non c’è bisogno i guardaparco, perché già arrivarci è un’impresa, non si trovano alberghi e ci si muove solo a piedi o in barca.

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